Safeport, Almost Home, 2516
-Me ne vado
Sono bastate tre parole per farmi crollare tutto addosso. Phil se ne va e non sa se torna e tutto a causa di quei culiblu bastardi e di tutto quello che gli hanno fatto.
Mi ha dato un taccuino, c'è scritto tutto quello che sa in merito agli esplosivi e il peso che mi sento addosso si è ripresentato ancora più pesante, ancora più opprimente.
Ho il terrore della sua partenza, di quello che può accadere mentre non c'è.. ho il terrore di crollare di nuovo, di cedere al desiderio di un tiro di Bloom o un po' di Blast, di ripiombare in quel circolo vizioso e non uscirne questa volta... Perché se ci cado ancora sono perfettamente consapevole di non uscirne più. Philip con il tempo si è caricato addosso il compito di essere la mia coscienza, di non farmi crollare ancora una volta.. e c'è sempre riuscito in un modo o nell'altro mantenendo fede a quello che mi ha detto.
Ci siamo fatti una promessa, e io non sono stata in grado di mantenerla. Non me lo perdonerò mai.
Continuo a rigirarmi in mano quel taccuino, leggo le prime pagine in cui è scritto un inno all'indipendenza che costantemente mi ricorda il motivo per cui tutti noi combattiamo ancora, il motivo per cui non ci siamo arresi di fronte alle vittorie Alleate.
Oh the winds, the winds are blowing
Thru the graves the winds are blowing
Freedom soon will come!
Then we'll come from the shadow
Parole che mi si sono impresse in testa come se fossero state marchiate a fuoco, parole che ogni giorno continuo a leggere e a cui ho deciso di aggrapparmi finché Philip non torna.. Perché Philip tornerà... Deve tornare.