Horyzon, cella,2516
Ha odiato profondamente il momento in cui, terminato l'interrogatorio, le sono state messe le manette. Il contatto del metallo freddo con i suoi polsi ha avuto al capacità di sgretolare la maschera di tranquillità che si era cucita addosso fino a quel momento, lasciando che il fastidio affiorasse fino a raggiungerle il volto insieme alla rabbia e all'odio covato per l'Alleanza. Non ha detto una parola per tutto il tragitto che l'ha portata fino alla cella, ha guardato davanti a sé in silenzio riflettendo sulle domande a cui ha dovuto dare una risposta il più possibile convincente nonostante si trattassero quasi tutte di menzogne..
Non ha detto niente nemmeno nel momento in cui l'hanno fatta uscire, con l'obbligo di rimanere sul pianeta fino allo scadere delle 48 ore di fermo, si è limitata a lanciare un'occhiata alla guardia che le ha aperto la cella prima di lasciarsi alle spalle quel posto di merda senza pensarci due volte.
Le ore che ha dovuto passare in cella non terminavano mai, lei ha passato tutto il suo tempo stesa a guardare il soffitto e spesso e volentieri ha cercato con la mano le piastrine, che è talmente abituata ad avere addosso da non rendersi conto immediatamente di averle lasciate a Klaus prima di partire.
"preferisco che rimangano a te. Torno presto"
Questo ha scritto su un foglietto improvvisato lasciato nella stanza di Klaus. Non ha avuto nemmeno il coraggio di lasciargliele in mano, di guardare in faccia il crucco per promettergli che la sua assenza sarebbe stata breve. Gli ha lasciato solo quel pezzo di carta prima di partire alla volta di Horyzon.
Non l'ha salutato volutamente, non appena le è stato dato il via libera per partire Helene è partita. Si è rinchiusa in plancia insieme a Craig senza dire una parola, senza guardarsi alle spalle, forse per paura di trovarsi gli occhi del compagno addosso. Ha preferito chiudere tutte le parole che non ha mai avuto il coraggio di dirgli in quel gesto, in quelle piastrine di cui una in particolare vale più di ogni altra cosa per lei. E' come se gli avesse dato un pezzo di cuore lasciandogli sul cuscino quella catenella; chiudendo il quel gesto silenzioso la promessa che, prima o poi, sarebbe tornata da lui.. Perchè lei la certezza di tornare non l'aveva quando è partita. Probabilmente dovrà dargli delle spiegazioni, pensa anche a quello Helene mentre è in quella cella.. è quello il pensiero che occupa più tempo, che le logora lentamente l'animo mentre pensieri bastardi le dipingono in testa scenari sempre più drammatici, insinuandole sottopelle quel veleno infimo che è la paura.
. S'è ripromessa di essere collaborativa con gli Alleati, di non sputargli in faccia l'odio che prova per loro e che scalpita per uscire ogni volta che se ne trova uno davanti. Lo ha fatto unicamente per non dare loro una scusa qualsiasi per trattenerla più del dovuto.. cosi da poter tornare, senza essere costretta ad infrangere l'ennesima promessa fatta.
Il cuore era in pace mentre viaggiavano per raggiungere Horyzon, loro hanno fallito in quella missione.. le loro mani, in fondo, non sono sporche del sangue di tutti quei corer... Molto in fondo.
Loro hanno fallito... Helene non sa se rammaricarsi della cosa o rallegrarsi.